L’effeto del crespino nella fitoterapia

Il crespino è un robusto arbusto che può arrivare fino ai 3 metri di altezza, riesce a sopravvivere anche sui terreni più aridi e caldi d’Europa, ma evita quelli umidi.

Berberis Vulgaris (nome latino) deriva dalla famiglia delle piante crespino, i cui fiori gialli con un profumo forte si rivelano a noi da maggio a giugno. Da essi crescono lunghe bacche rosse, disposte una accanto all’altra e pendenti a grappoli come l'uva. Contengono, fra le tante, molta vitamina C e migliorano il sistema immunitario.

La corteccia della radice viene spesso e volentieri utilizzata nella fitoterapia, ad esempio per migliorare problemi digestivi, di fegato, delle vie urinarie e renali, ma viene anche utilizzata in molti altri settori.

 

Marmelata di crespino:

Si raccoglie circa mezzo chilo di frutti (ottobre - novembre). Si puliscono e si mettono, aggiungendo 2 tazze d'acqua, in una pentola, scaldata a fuoco lento. Quando i frutti sono diventati teneri, si separa il succo dalla buccia e dai semi utilizzando un passaverdura. Si versa la sola liquida in una pentola addizionando la stessa quantità di zucchero. Si porta a ebollizione continuando a mescolare e dopo circa 15 - 20 minuti la marmellata è pronta. Si cola nei vasi e si tappa ermeticamente.

 

Storia:

Originaria dell'Africa settentrionale, furono gli Egizi a scoprire l'azione febbrifuga delle bacche. Coltivata fino all'Ottocento per la produzione di marmellate, venne di seguito estirpata e proibita a causa du un parassita ospite, il puccinia graminis, che rovinava le messi dei vicini campi di grano. A inizio Novecento questa malattia risparmiava nemmeno i crespini e i coltivi presso Rasiga. Non a caso, Don Marchioli dice: "contadini, estirpate il berbero nelle vicinanze dei campi!". Inoltre, a quel tempo, a Bologna, c'era chi ricavava dal suo legno una tintura gialla per colorare la lana. Oggi è studiata nei laboratori farmaceutici poiché contiene "berberina", una sostanza in grado di combattere i più terribili batteri intestinali.